autopalpazione:è una pratica da seguire nella prevenzione del carcinoma mammario?

I pareri dei medici sulla pratica dell’autopalpazione sono molteplici e spesso contradditori. Alcuni sostengono che rischia di provocare troppa ansia per cui, nel rapporto costi benefici, è meglio non effettuarla. Altri invece ritengono che possa essere un’occasione in più per diagnosticare precocemente tumori di intervallo o non individuati dalla strumentazione diagnostica. Questa tesi è accolta con favore dalla maggior parte delle donne operate, che spesso hanno individuato da sole il nodulo. Abbiamo rivolto il quesito alla Dottoressa Nives Moroni, dedicata al settore della prevenzione dell’U.O. dell’Oncologia di Rimini, che ci ha dato la seguente risposta:
“Fermo restando che l’autopalpazione non sostituisce in nessun modo il periodico e regolare controllo medico, è consigliabile che ogni donna esegua mensilmente l’autopalpazione del seno, come pratica utile per  integrare le rilevazioni del medico senologo e individuare in fase precoce l’insorgenza di noduli o addensamenti in precedenza non riscontrati.
Il periodo più adatto per questo esame, in età fertile, è quello che segue il ciclo mestruale, quando il seno si presenta meno turgido ed è quindi meglio esplorabile. La posizione supina è la più consigliabile in quanto la ghiandola mammaria si assottiglia e rende più facile la scoperta di tumefazioni, usando i polpastrelli della mano stesa ed esplorando tutti i settori in maniera meticolosa.
L’autoesame del seno dovrebbe anche comprendere l’ispezione davanti allo specchio con le braccia abbassate lungo il corpo, poi alzate sopra la testa, poi spinte sui fianchi, al fine di individuare asimmetrie dei profili mammari e dei capezzoli, retrazione della cute, aumento di volume monolaterale.
Naturalmente l’autoesame non sarà subito facile e potrà persino aumentare i dubbi, però la consuetudine con questa pratica permetterà di accorgersi precocemente di eventuali cambiamenti, in modo da rivolgersi quanto prima al medico, che predisporrà gli accertamenti del caso.
Gli esami che sono utili per la diagnosi comprendono prima di tutto la visita del medico senologo che valuterà con quali esami strumentali procedere ( mammografia, ecografia, risonanza magnetica, ago aspirato per esecuzione di esame citologico, biopsia percutanea, per esame istologico, esame citologico del secreto mammario, duttogalattografia se l’esame citologico del secreto depone per un papilloma dei dotti).
Queste tecniche consentono di individuare tumori di piccole dimensioni. Comunque lo studio dei fattori biologici che caratterizzano meglio ogni singola neoplasia e le attuali terapie mediche mirate, unite al trattamento radioterapico (intraoperatorio o differito) consentono di avere una buona risposta anche in tumori di grandi dimensioni”.

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