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Alimentazione consapevole: un’alleata nella lotta contro i tumori

Mercoledì, Febbraio 1st, 2012

Da anni molti ricercatori concentrano i loro sforzi per individuare negli alimenti sia i fattori di rischio di insorgenza tumori sia i fattori protettivi dagli stessi.
Afferma il ricercatore Domenico Palli dell’Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, erogato Airc, che con il suo team ha appena pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment: «È stato ampiamente dimostrato che oltre il 30% dei tumori nasce a tavola ed è quindi determinato da errate abitudini alimentari. Ma oggi sappiamo anche di poter contare sugli “antitumorali alimentari”, ovvero quelle molecole presenti in alcuni cibi che non solo svolgono un ruolo fondamentale nel l’equilibrio delle funzioni vitali dell’organismo, ma possono anche avere un’azione preventiva e terapeutica nei confronti dei tumori».
Ma fino a poco tempo fa i benefici dell’una o dell’altra classe di cibi erano misurati “a spanne”: la sopravvivenza o l’incidenza dell’una o dell’altra malattia si valutava su popolazioni molto numerose di cui si conoscevano approssimativamente le abitudini alimentari. In una ricerca effettuata con il suo team e pubblicata pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment, Palli dice che per la prima volta si riscontra proprio nella popolazione italiana il significativo effetto di protezione della verdura, in particolare quella in foglia, nel tumore della mammella.
«Oggi – prosegue l’epidemiologo – sappiamo che vi sono fattori potenzialmente modificabili, legati allo stile di vita, che possono influenzare lo sviluppo del tumore al seno, il più diffuso nella popolazione femminile: tra questi, il peso eccessivo in post menopausa, il consumo di alcool e la scarsa attività fisica. E si può ipotizzare che interventi “preventivi” volti a ridurre questi fattori nella popolazione potrebbero tradursi in una riduzione consistente dell’incidenza di questo tumore».
Il ruolo protettivo svolto da una dieta ricca di verdura nello sviluppo del tumore della mammella è stato ora confermato nell’ambito della sezione italiana dello studio europeo Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition study). Coordinato dal l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione e con il supporto finanziario del Programma Europe against cancer della Commissione europea, ha arruolato circa mezzo milione di volontari in 10 paesi europei,  tra cui anche l’Italia, dove sono stati arruolati oltre 47mila volontari, di cui 32.578 donne.
«In questi anni abbiamo registrato oltre mille casi di cancro al seno, ma il dato interessante è che le donne che consumano più verdura, sia cruda sia cotta, hanno un’incidenza del rischio di tumore inferiore di circa un terzo rispetto alle donne che hanno un’alimentazione diversa - continua Palli - Lo studio ci indica che è importante intervenire anche nell’ambito della prevenzione primaria, modificando gli stili di vita ….».
Oggi è possibile anche misurare gli effetti di quel che si mangia direttamente nelle cellule.
Sempre l’équipe di Palli, in collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Istituto superiore di sanità e il supporto dell’Airc, ha studiato anche l’effetto degli stili alimentari sui telomeri, le estremità dei cromosomi correlati all’invecchiamento e alla longevità. Con questo studio effettuato sulle  cellule del sangue di 56 persone sane di cui si conosceva l’alto consumo di cibi di origine vegetale, e di antiossidanti e carotene in particolare, si è osservata una maggiore lunghezza di questi telomeri, che indica uno stato di benessere e di”giovinezza cellulare”.

29 Ottobre 2011, Rimini - Tumore al seno e sessualità: capire e conoscere per ritrovare la serenità.

Mercoledì, Agosto 10th, 2011

Il 29 Ottobre 2011, a Rimini presso la Sala Energia del Centro Congressi SGR (Via Gabriello Chiabrera, 34 - 47924 Rimini), si terrà il convegno “Tumore al seno e sessualità” organizzato da ADOCM (Associazione Donne Operate Carcinoma Mammario) in collaborazione con l’Ausl di Rimini  e  l’UO Oncologia del presidio ospedaliero “Infermi” di Rimini. Scarica il PDF della locandina.

Lo scopo del presente progetto è quello di aiutare le donne con tumore al seno a far fronte in modo efficace alle difficoltà che esso comporta.

La donna colpita dal tumore affronta un iter complesso che va dallo choc della scoperta del tumore e
della diagnosi, all’intervento chirurgico, fino alla terapia chemioterapica e radioterapica, a cui va
affiancata un’azione di sostegno psicologico e di riappropriazione della propria femminilità, condizione
necessaria per recuperare un equilibrio accettabile nella sfera delle relazioni affettive e sessuali.
Lungo questo percorso la donna affronta una serie di situazioni e di vissuti interiori inediti e allarmanti a
cui deve far fronte con risorse che deve imparare a scoprire in se stessa e ad utilizzare, con l’obiettivo di recuperare una rinnovata condizione di salute che le permetta di riprendere a vivere in modo normale e
soddisfacente.

L’obiettivo specifico del progetto è, quindi, realizzare una iniziativa che contribuisca ad implementare al meglio e a completare l’azione terapeutica, rendendo più efficace il processo di guarigione attraverso
l’acquisizione di informazioni e di consapevolezza sui vari aspetti della malattia e della terapia, nel corso
di una giornata organizzata per consentire l’interazione fra donne colpite da tumore al seno con medici
ed esperti.
La giornata sarà articolata in una serie di sessioni tematiche che daranno alle donne coinvolte l’opportunità di entrare in contatto con il variegato spettro delle informazioni utili a fronteggiare una situazione oncologica nelle sue diverse dimensioni. L’intervento sarà comunque finalizzato primariamente ad agevolare il recupero e il mantenimento di una condizione di salute nella sfera della sessualità della donna e della sua relazione con il partner.


Il programma:

ore 9.00 Saluto Autorità
ore 9.15 Presentazione ADOCM Crisalide Onlus
Marisa Montanari - Presidente ADOCM
Lettura / Esperienza di vita
Paziente
ore 9.45 Tumore al seno: le terapie e la sessualità. Quali opportunità e quali criticità
Alberto Ravaioli - Rimini / Oncologo
ore 10.15 L’immagine della donna ed il rapporto di coppia dopo il tumore al seno
Carla Tromellini - Reggio Emilia / Psicologo
ore 10.45 Dibattito
ore 11.15 Coffee Break
ore 11.30 Terapie e fertilità: come e cosa cambia nel corpo della donna dopo il tumore al seno
Porcu - Bologna / Ginecologo
ore 12.00 I diritti delle donne operate di tumore al seno
Monica Dobori - Modena
ore 12.30 Discussione
ore 13.00 Chiusura Lavori

Nuovi farmaci per l’efficacia della radioterapia

Martedì, Aprile 26th, 2011

Un gruppo di ricercatori dell’università di Torino, in uno studio pubblicato sul «Journal of the National Cancer Institute», ha dimostrato che le cellule tumorali si difendono dalle radiazioni attivando un programma genetico che ne favorisce la sopravvivenza e addirittura ne può scatenare la fuga dalla massa tumorale, bersagliata dalla radioterapia.

Da tempo si sa che alcune cellule del tumore possono resistere alle radiazioni, sviluppare meccanismi di difesa e causare la recidiva dopo il trattamento.
Studi recenti hanno dimostrato che la «radioresistenza» è una prerogativa specifica delle «cellule staminali del cancro», quelle cellule che, probabilmente, sono responsabili dell’insorgenza del tumore, della sua resistenza nonostante le terapie e della diffusione di metastasi.

I ricercatori stanno tentando di scoprire i meccanismi della radioresistenza per inattivarli e aumentare l’efficacia della terapia. L’obiettivo è riuscire a debellare anche le cellule staminali del cancro.
I ricercatori spiegano che la risposta di difesa alla radioterapia è orchestrata dall’oncogene MET che si attiva quando le radiazioni danneggiano la sua parte più preziosa, cioè il DNA, e aziona processi capaci di riparare i danni indotti dalle radiazioni, risvegliando i «muscoli» della cellula e spingendola ad allontanarsi dalla zona irradiata, alla ricerca di condizioni ambientali più favorevoli, causando così, probabilmente, la disseminazione di metastasi.

A Candiolo hanno ricostruito il percorso che parte dal danno causato dalle radiazioni, passa per l’attivazione dell’oncogene e termina con lo scatenamento della risposta di autoconservazione delle cellule malate.
La domanda che i ricercatori si sono posta è stata: «E’ possibile rendere le cellule tumorali più vulnerabili alle radiazioni (e ad altri tipi di terapia), inibendo i meccanismi di difesa scatenati da MET?»
La ricerca è stata eseguita su alcuni tumori, tra cui il tumore al seno.
E’ stato messo a punto un protocollo in cui la radioterapia è stata combinata con un farmaco capace di bloccare MET e si è così osservato che l’inibizione farmacologica del gene ha compromesso le capacità delle cellule tumorali di difendersi dalla radioterapia.

Il trattamento combinato ha perciò eliminato le cellule tumorali in modo più efficace del solo trattamento radioterapico.
Attualmente questi studi hanno un valore «preclinico», in quanto sono ancora in una fase sperimentale, ma la somministrazione ai pazienti è prossima. Sarà quindi possibile studiare, attraverso studi clinici controllati, se l’inibitore del gene MET possa rendere più rapidi e duraturi gli effetti della radioterapia.

Più attività fisica più salute

Martedì, Febbraio 15th, 2011

In occasione della giornata mondiale del cancro, lo scorso 4 febbraio, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilasciato nuove raccomandazioni per ridurre l’incidenza del cancro, patologia in aumento che provoca nel mondo 3,2 milioni di morti l’anno, di cui 2,6 milioni nei paesi a basso e medio reddito.

L’arma più efficace oggi, oltre la prevenzione e la diagnosi precoce, è il corretto stile di vita che comprende anche l’attività fisica.
Il Vice Direttore per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, Ala Alwan, afferma che “l’attività
fisica ha un ruolo importante nel ridurre l’incidenza di alcuni tipi di cancro …” mentre “… l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio in ordine di importanza fra tutti i decessi a livello mondiale e il 31% della popolazione nel mondo non è fisicamente attiva”.

Il rischio di malattie non trasmissibili tra cui anche il cancro alla mammella si può ridurre svolgendo almeno 150 minuti settimanali di moderata attività fisica di tipo aerobico, a partire dai 18 anni in su.
E’ comunque necessario che la comunità internazionale intensifichi la ricerca di ulteriori fattori di rischio che contribuiscono a provocare il tumore. La IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sta guidando gli sforzi per individuare nuovi fattori di rischio.

“L’inattività fisica è un fattore di rischio per le malattie non trasmissibili, ma è modificabile e quindi di grande importanza potenziale per la salute pubblica” dice il professor Chris Wild “La modifica del livello di attività fisica pone sicuramente sfide per l’individuo, ma anche a livello di società”.

Carcinoma alla mammella e superamento dell’endocrinoresistenza

Mercoledì, Febbraio 9th, 2011

Sabato 26 marzo 2001, a Rimini, presso il Centro Congressi SGR, avrà luogo in convegno “Carcinoma della mammella e il superamento dell’endocrinoresistenza: meccanismi e progetti terapeutici“, patrocinato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), organizzato da U.O di Oncologia e AUSL Rimini, in collaborazione con IOR e l‘associazione CRISALIDE.

Scaricare il volantino per maggiori dettagli e per l’iscrizione.  Clicca qui

Questionario sulla qualità della vita SCA

Giovedì, Gennaio 20th, 2011

La SCA (Skeletal Care Acedemy) ha indetto un’indagine che fa parte di uno studio curato dalla SCA (Skeletal Care Academy), un programma educativo supportato dalla ESO (European School of Oncology), dalla EONS (European Oncology Nursing Society), dalla EAUN (European Association of Urology Nurses) e dal Gruppo EBMT-NG (European Bone Marrow and Transplantation Nursing Group), in collaborazione con le principali associazioni di pazienti impegnate nell’area dei tumori al seno e alla prostata.
Il principale obiettivo che la SCA (Skeletal Care Academy) si propone è di ottenere che ai pazienti affetti da metastasi ossee possa essere garantita la migliore assistenza multidiscipinare con gli standard più elevati.

Lo studio si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla assoluta necessità di migliorare la qualità di vita di quei pazienti affetti da tumore la cui patologia si è diffusa (metastatizzata) a livello osseo.
L’indagine rappresenta un’importante occasione per i pazienti oncologici affetti da metastasi ossee (e per i  loro prestatori di assistenza) di contribuire con opinioni e suggerimenti a un’importante iniziativa di sensibilizzazione.

Il questionario oggetto dello studio, il cui completamento non dovrebbe richiedere più di una quindicina di minuti, in relazione alla quantità e alla lunghezza dei commenti, si compone di 17 domande principali del tipo a risposta multipla (domande che prevedono la possibilità di selezionare una o più risposte).
Tutte le informazioni rilasciate dai partecipanti saranno raccolte in forma anonima (nessun dato personale come il nome, l’indirizzo postale/email o l’indirizzo IP sarà richiesto ai partecipanti o sarà raccolto o memorizzato in alcun modo).

I risultati dello studio potranno essere consultati dopo la pubblicazione, prevista per la
fine del 2011, nel sito web della SCA
.

Clicca qui per compilare il questionario

Prevenzione e diagnosi precoce per gli studenti

Mercoledì, Dicembre 22nd, 2010

A.D.O.C.M. Crisalide, Unità Operativa di Oncologia dell’Ospedale di Rimini e Università di Bologna Polo Universitario di Rimini hanno organizzato una serie di iniziative rivolte agli studenti.

Lo scopo è quello  di diffondere tra i giovani la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, il rispetto del principio di solidarietà come strumento indispensabile per contribuire al miglioramento del tessuto sociale nel quale tutti dobbiamo vivere.

Le iniziative si sviluppano nell’arco dell’anno accademico 2010 - 2011 e si articolano nel I semestre, a partire dal mese di ottobre 2010, con:

  • Distribuzione di materiale informativo prodotto dall’associazione all’interno delle sedi universitarie di Via Angherà n° 22, Via dei Mille 39, Via Clodia 43, Via Chiabrera 34.

nel II semestre, con attività didattiche mirate allo scopo, promosse dall’Università:

  • Lezione agli studenti sul tema “Educazione sanitaria”

  • Visita al laboratorio antiblastici “Dott.ssa Maria Sorci” nell’U.O.Oncologia

  • Incontro di docenti oncologi volontari di A.D.O.C.M. Crisalide con gli studenti.

ADOCM Crisalide procederà, per il suddetto periodo, alla raccolta di dati personali degli studenti
che liberamente vorranno fornirli, e che tratterà nel rispetto del D.L. sulla privacy n°196/2003, art. 13. L’obiettivo è di aggiornarli sulle attività che l’associazione organizza per le donne operate al seno ma che sono aperte a quanti ritengano di volerne usufruire, nel rispetto della legge sul volontariato 266/91.

Mercatino di Natale 2010

Giovedì, Dicembre 2nd, 2010

Come tutti gli anni, vi aspettiamo per il nostro mercatino natalizio.

La festa si svolgerà in Piazza Cavour a Rimini, presso la Sala degli Archi 1, giovedì 16 dicembre a partire dall ore 15.30.
Ci sarà un buffet ed il nostro consueto mercatino, dove potrete acquistare i manufatti delle nostre associate.
Si continuerà anche nella mattinata del 17 dicembre, fino alle ore 11.

Il mercatino vero e proprio, però, inizierà dal giorno 1 dicembre e proseguirà fino al 21 didembre, nei giorni di martedì, mercoledì e sabato, dalle 15.30 alle 17.30, ed il giovedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Vi aspettiamo per scambiarci gli auguri di un sereno Natale.

Maggiore efficacia contro i tumori con radioterapia robotizzata

Domenica, Ottobre 10th, 2010

Nel tentativo di colpire i tumori in maniera sempre piu’ precisa senza intaccare gli altri tessuti, le stanze per la radioterapia vanno via via assomigliando a delle astronavi, dotate di raggi infrarossi, tecnologie mutuate dai satelliti e lettini robotizzati.
 Nel congresso della Societa’ Europea di Radioterapia Oncologica (Estro) tenuto a Barcellona sono state illustrate le ultime novita’ che permettono di andare a caccia del cancro anche nei suoi spostamenti piu’ piccoli con una precisione millimetrica. “L’approccio odierno e’ lo stesso che usano gli shuttle quando devono attraccare sulla Stazione Spaziale Internazionale – ha spiegato Vincent Khoo, dell’universita’ di Londra - la manovra deve essere precisa al centimetro altrimenti si perde il controllo della navetta, e allo stesso modo se si indirizzano le radiazioni in modo sbagliato si perde il controllo del tumore”.
 Durante una visita alla clinica St. Pau di Barcellona sono state illustrate tutte le fasi di questo trattamento che richiedono la massima precisione: la zona da irradiare viene determinata grazie a Tac tridimensionali, in grado di circoscrivere il tumore e indicare anche la migliore angolazione e la quantita’ ottimale di radiazioni da impiegare. Le macchine disponibili oggi sono in grado di verificare ogni giorno la posizione del tumore e di spostare il paziente di quei pochi centimetri che permettono di colpire perfettamente il tumore riducendo sensibilmente gli effetti collaterali. Spiega questo Carles Montplet, dell’istituto Catalano di Oncologia: “Lo vediamo empiricamente nei pazienti - e anche i primi trial lo stanno confermando. Queste macchine costano molto, fino a 3,5 milioni di euro, ma le terapie sono comunque piu’ economiche della chemio o della chirurgia. Secondo alcuni studi il 50% dei pazienti sottoposti a radioterapia avrebbe giovamento da queste tecnologie”.

Individuata “Semaforina E3″

Martedì, Agosto 10th, 2010

La rivista Journal of Clinical Investigation ha pubblicato lo studio di un gruppo di scienziati italiani dell’Istituto per la ricerca e la cura sul cancro di Candiolo, nella provincia di Torino, che annuncia la scoperta di una proteina in grado di determinare o meno la divisione e la moltiplicazione cellulare in alcuni tumori. 
La sua caratteristica è che si comporta alla stregua di un semaforo stradale in quanto può dare via libera ai meccanismi che generano la formazione delle metastasi. Proprio per questo è stata battezzata Semaforina E3. Ora i ricercatori tentano di trovare il modo per disattivare la molecola.
Quando ci riusciranno, alcuni tipi di cancro saranno sconfitti per sempre, mentre altri tumori, come quello al seno, potranno beneficiare di una personalizzazione della cura, migliorando così l’efficacia del trattamento.
Scrive il prof. Luca Tamagnone dell’Ircc di Candiolo: “sulle semaforine stiamo lavorando dalla fine degli anni ‘90 e, delle venti individuate, siamo riusciti a selezionare quella che dà il via libera alle metastasi, la E3, appunto: c’è un collegamento tra i livelli presenti e la separazione delle cellule tumorali. In laboratorio, sulle colture e sulle cavie, siamo riusciti a ’spegnere’ questa molecola, bloccando la quale si fermano le metastasi. Rispetto al passato le ricerche si sono velocizzate. Non passano più decine di anni. Io non sono in grado di azzardare pronostici, ma sono diverse le cose importanti che per la Semaforina E3 vanno sottolineate. L’aver individuato il target da colpire consente di lavorare sui possibili rimedi mirati, anche se questo obbiettivo non è dei più facili e quindi non attrae grossi investimenti da parte delle case farmaceutiche. I risultati fin qui conseguiti dovrebbero suscitare nei giovani l’interesse per la ricerca. E, non ultimo, speriamo di trovare sponsor per questa ricerca, finanziata quasi integralmente dall’Airc”.