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I diritti sul lavoro | la malattia e i permessi

LA MALATTIA

Dopo la diagnosi la lavoratrice può accedere alla così detta “Malattia”.

La malattia è quindi la prima prestazione a cui si ricorre.

A seguito dell’intervento e/o delle terapie a cui deve sottoporsi, la donna in stato di incapacità al lavoro usufruisce dell’indennità di malattia.

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Questa indennità spetta solo alle lavoratrici dipendenti e viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’Inps.

Il periodo massimo indennizzabile per anno solare è di 180 giorni.

A questo punto intervengono i contratti di lavoro che possono prevedere un aumento del periodo indennizzabile in caso di patologie oncologiche.

PERMESSI LAVORATIVI: PERL LA PAZIENTE E ANCHE PER I PARENTI

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E’ molto importante sapere che anche ai parenti è concesso, per legge, di accedere ad agevolazioni per assistere la paziente oncologica.

La lavoratrice (con patologie “gravi”) può alternativamente assentarsi dal lavoro  per tre giorni al mese frazionabili in mezze giornate o ad ore oppure può chiedere la riduzione dell’orario giornaliero in misura pari a due ore, se l’orario giornaliero è pari o superiore alle sei ore o un’ora se l’orario giornaliero è inferiore alle sei ore.

La retribuzione, in questi casi, rimane inalterata.

I familiari invece possono usufruire dei tre giorni di permesso mensile frazionabili in mezze giornate o ad ore oppure possono assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di due anni nella carriera lavorativa, ma esiste una gerarchia rigida tra i possibili beneficiari (parenti di primo grado e acquisiti).

 

VISITE FISCALI

 

medical-563427_640(1)Attenzione!

La normativa vigente non prevede ipotesi di esclusione dall’obbligo dell’osservanza delle fasce orarie di reperibilità, per cui all’Inps, così come anche alle Asl, ospedali, medici vari non è consentito, neppure in presenza di particolari affezioni, rilasciare autorizzazioni preventive a non rispettare le fasce orarie.

Solo nel settore pubblico, a fronte di fasce orarie di reperibilità più restrittive rispetto a quelle del settore privato è prevista l’esclusione dall’obbligo del rispetto delle suddette fasce in caso di patologie gravi che richiedono terapie salvavita o in caso di stati patologici sottesi o connessi ad una situazione di invalidità.

Sempre nel settore pubblico esiste un’estensione del periodo massimo di assenza dal lavoro per malattia: 18 mesi nell’arco del triennio retribuiti e altri 18 mesi non retribuiti.

Sono esclusi dal computo di tali periodi i giorni di ricovero o day hospital e i giorni durante i quali la paziente si sottopone a terapie salvavita.

In questo caso le assenze devono essere debitamente certificate come avvenute a tale titolo dalla competente ASL o altra struttura convenzionata; alla lavoratrice verrà quindi rilasciato un certificato di “grave patologia” da inoltrare al datore di lavoro.

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