IL FOLLOW-UP NELLA PAZIENTE OPERATA DI TUMORE AL SENO

C’e’ molto dibattito fra i pazienti e gli specialisti del settore su quali  gli esami più adeguati da eseguire nella paziente operata al seno nel periodo post-chirurgico.
Perche’ questo dibattito?
Perchè in un periodo in cui occorre razionalizzare le risorse disponibili, dicono gli esperti e gli amministratori, occorre programmare quegli accertamenti che siano in grado di aiutare veramente le pazienti e non di sottoporle a un turn.over continuo di accertamenti che ben poco hanno a che fare con la cura e la guarigione.
“Non fa una piega” così di primo acchito.
Sulla base di questo ragionamento allora gli unici esami utili a salvare delle “vite” sono la visita clinica e  la mammografia.
Queste indagini infatti possono recuperare un certo numero di pazienti alla guarigione quando presentino solo una recidiva locale (la visita) o un secondo tumore del seno (la mammografia).
Tutte le altre indagini, gli esami ematologici con i marcatori Cea e Ca 15.3, la radiografia del torace, l’ecografia addominale, per non parlare della scintigrafia ossea o della Pet, andrebbero fatti solo su base indicazione clinica per sintomi o rilievi all’esame obiettivo.
Ma la realtà come sempre appare essere più complessa.
Cerchiamo di capire perchè.
Oggi non esiste più il “Tumore della Mammella” , ma esistono i “Tumori della Mammella”.  Conosciamo infatti le Neoplasie mammarie a lenta evoluzione, i cd Luminali A, che possono recidivare anche se più raramente dopo molti anni, i Luminali B che recidivano entro i 5 anni, e gli Her2 ricchi o i tripli negativi (Er ,Pgr, Her 2) che recidivano molto più precocemente, naturalmente quando lo fanno.
Le pazienti sono poi estremamente variegate: vi sono quelle che hanno fatto chemioterapia, quelle che sono in ormonoterapia ( e che quindi devono controllare alcuni parametri ematologici o organi interni), quelle che hanno terminato le terapie ecc.
Una popolazione quindi molto eterogenea, per la quale valgono regole diverse.
Noi clinici poi, seguendo la letteratura con buon senso e responsabilità sociale, abbiamo da tempo abbandonato l’uso della radiografia del torace ( ne vanno eseguite poche), abbiamo abbandonato l’uso della scintigrafia ossea in assenza di sintomi o calcemia e fosfatasi alcalina alterate, non facciamo eseguire Pet se non per esigenze cliniche.
Quindi il follow-up va valutato paziente per paziente, va personalizzato, e ogni paziente deve essere seguita sulla base delle caratteristiche della sua malattia.
Quindi per concludere: gli esami fondamentali sono visita e Mammografia. Collaterali esami ematologici con FA e Ca 15.3 e ecografia addominale. Altre indagini su indicazione clinica.
Ma ogni Oncologo aggiornato sa cosa deve fare e guiderà bene la ‘sua’ paziente.
Dr.Alberto Ravaioli

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