Iort: nuove prospettive della cura radioterapica del tumore al seno

Negli ultimi anni sono stati fatti grandi progressi nella terapia del tumore del seno. Molto importante è stata l’introduzione di trattamenti chirurgici sempre meno aggressivi integrati con la radioterapia postoperatoria. L’associazione tra chirurgia conservativa e radioterapia rappresenta il trattamento standard nei tumori del seno in fase precoce. L’utilizzo delle due metodiche terapeutiche riduce il rischio di recidiva locale dal 20% ( sola chirurgia) al 6/7% ( chirurgia seguita da radioterapia). La radioterapia richiede generalmente un periodo di 5 settimane circa di trattamento.

Recentemente l’Azienda USL di Rimini ha fatto un ulteriore passo avanti con l’acquisizione di un Acceleratore mobile dedicato alla IORT (U.O. di Radioterapia Direttore Dott.Francesco Perini referente del progetto Dott.ssa Annalisa Venturini)) installato presso le Sale Operatorie del Presidio Ospedaliero di Santarcangelo che rappresenta oltretutto il volano per un’ulteriore integrazione multidisciplinare tra i professionisti del percorso senologico (chirurgo, radiologo, radioterapista, oncologo clinico,anatomo-patologo, chirurgo plastico, fisiatra, psicologo, infermiere case manager) che prendono in carico la donna dal momento della diagnosi e lungo tutto l’iter di cura e riabilitazione.

Con la Radioterapia Intraoperatoria (Iort) è possibile l’irradiazione dei tessuti bersaglio nel corso dell’intervento chirurgico in una singola frazione eseguita immediatamente dopo l’asportazione del tumore. La Iort rappresenta dunque una importante modalità innovativa nel trattamento del tumore della mammella. Seppure ad oggi i risultati di efficacia e sicurezza siano promettenti, la Iort è ancora un trattamento sperimentale da offrire nell’ambito di studi clinici.

 

I vantaggi della Iort rispetto alla radioterapia esterna convenzionale sono molteplici:

  • minimizzazione dei possibili danni ai tessuti sani adiacenti (vasi coronarici, polmoni e cute sono particolarmente sensibili alle radiazioni ionizzanti);
  • eliminazione dell’attesa tra trattamento chirurgico e radioterapico;
  • eliminazione del periodo di trattamento dopo la chirurgia, che oggi richiede in media 25 sedute;
  • significativa riduzione del tempo dedicato al trattamento radioterapico, che potrebbe essere dedicato ad altri pazienti, riducendo così i tempi di attesa;
  • Minore impegno di tempo per la Paziente

 

L’apparecchiatura installata nell’Azienda di Rimini è un acceleratore lineare di elettroni. Il tipo di radiazione utilizzata, elettroni accelerati ad alta energia, permette di avere una distribuzione omogenea della dose rilasciandola solamente all’interno del tessuto tumorale, evitando l’irradiazione dei tessuti e degli organi adiacenti, e per un tempo di erogazione di circa 1-2 minuti.L’irradiazione avviene durante l’intervento chirurgico, consentendo ai professionisti la visione diretta del bersaglio Tutti i movimenti della macchina sono motorizzati e azionabili dall’operatore mediante un telecomando, permettendo quindi di eseguire spostamenti millimetrici con estrema precisione.

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