21 marzo 2009: le pazienti guarite si incontrano

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Il carcinoma mammario è al primo posto tra le patologie oncologiche che colpiscono le donne: nei paesi occidentali, tra cui anche l’Italia, ha un’incidenza media di circa il 10% annuo.
E’ però quella per la quale si muore di meno grazie alla ricerca scientifica che, negli ultimi dieci anni, ha fatto passi da gigante. Gli studi sulla genetica hanno cominciato a far comprendere ai ricercatori i comportamenti delle cellule cancerogene, fino a poco tempo fa ancora misteriosi.

Gli effetti concreti di questi successi li troviamo oggi applicati alla tecnologia, che ha messo a punto strumenti di indagine sofisticati, e alla pratica clinica che ha a disposizione farmaci sempre più personalizzati e sempre meno invasivi.

Tutto questo però non è sufficiente a garantire la salute senza un’organizzazione efficiente dei servizi sanitari e senza la partecipazione attiva della donna.
Il carcinoma mammario resta infatti una malattia da non sottovalutare ed è utile sapere che un corretto stile di vita e una diagnosi precoce possono essere alleati preziosi per evitare danni gravi sotto il profilo fisico e psicologico. Questa patologia infatti non si può prevenire ma si può individuare in una fase così iniziale da poterla combattere senza traumi.

Associazione Crisalide cerca di fare la sua parte, diffondendo le informazioni e le conoscenze utili a diffondere la cultura e la pratica della prevenzione, della partecipazione della donna al mantenimento della sua salute e vuole anche lanciare un messaggio di ottimismo, dimostrando concretamente quante siano le donne sopravvissute a questa esperienza e in grado di condurre una vita normale!

Per questo abbiamo partecipato, con l’unità operativa di oncologia ed oncoematologia dell’ospedale Infermi di Rimini e con l’Istituto Oncologico Romagnolo, all’organizzazione di un convegno dal titolo “Le pazienti guarite si incontrano”.

Il convegno, che si terrà a Rimini il 21 marzo prossimo a partire dalle ore 8.30 nell’Hotel Mercure La Gradisca Via Fiume 1, tratterà dei risultati delle terapie e dell’organizzazione locale, dell’epidemiologia, del ruolo dell’infermiere nel percorso terapeutico, dell’importanza del ruolo attivo della paziente e della presenza delle associazioni di volontariato costituite da donne che hanno vissuto questa brutta esperienza.

La partecipazione è aperta a tutti ed è gratuita.

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