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LINFEDEMA: GESTIONE E PREVENZIONE

Riportiamo di seguito un sunto dell’incontro che abbiamo organizzato insieme al fisioterpatista Diego Galeotti sul tema Linfedema.

 

In seguito ad intervento di chirurgia asportativa a livello del seno o dei linfonodi ascellari (ma lo stesso discorso vale per altri distretti del corpo) può svilupparsi l’edema, a volte immediatamente, a volte dopo anni (anche 20/25!), a volte mai.

Questa variabilità è legata a una peculiarità del nostro sistema linfatico: esso di norma lavora a circa il 20% delle proprie possibilità, per cui ha un’elevata capacità di riserva (purtroppo non per tutti uguale) che può ovviare alla riduzione del numero di vie linfatiche lesionate dalla chirurgia e/o dalla radioterapia.

Negli anni ci può essere una degenerazione fisiologica dei vasi linfatici per cui si può sviluppare l’edema, oppure eventi traumatici come lesioni cutanee, infezioni o scottature, o un peggioramento del circolo venoso che può favorire la stasi dei liquidi nelle aree già in equilibrio precario.

Possiamo avere tanti accorgimenti, ma nessuna garanzia che l’edema non si svilupperà mai. Per fortuna abbiamo alcuni mezzi a nostra disposizione per ridurre il rischio di ricomparsa, o per  mantenerlo sotto controllo e non aggravare la situazione.

Premesso che l’approccio consigliato da più associazioni di linfologia, sia nazionali che  internazionali, per ridurre l’edema (soprattutto se importante) prevede l’applicazione del bendaggio multicomponente associato a un drenaggio linfatico manuale mirato, vedremo ora alcuni accorgimenti per la prevenzione o la gestione dell’edema.

Poiché la maggior parte dei vasi linfatici sono superficiali è bene fare molta attenzione a evitare lesioni della cute che possano ridurre la capacità di trasporto della linfa, quindi tagli importanti e scottature. Oltretutto queste ferite possono essere veicolo di infezioni, che aumentando il circolo sanguigno locale potrebbero favorire lo sviluppo o l’aumento dell’edema.

Per lo stesso motivo particolare attenzione va fatta per le punture di insetto o  per le ferite provocate da animali (anche se domestici e vaccinati!); in questi casi è opportuno disinfettare la ferita e può essere utile un antibiotico ad uso topico e monitorare la zona. Se possibile vanno evitati prelievi o iniezioni sul braccio interessato, o frequenti misurazioni della pressione arteriosa. Inoltre è importante non utilizzare indumenti troppo stretti o che possano generare lacci (es. elastici delle maniche o sul polso); molta attenzione per quanto riguarda il reggiseno, possibilmente con bretelle larghe o senza e poco elasticizzato (anche un indumento stretto sulla parte laterale o posteriore del torace può favorire lo sviluppo dell’edema). Evitare borse troppo pesanti, soprattutto non tenerle all’altezza del gomito con l’avambraccio piegato.

Per evitare l’aumento o la  comparsa dell’edema sono da evitare attività di pesistica intensa o sforzi importanti dell’arto superiore interessato, mentre possono essere utili attività di mobilizzazione più blanda come ginnastica dolce, nordic walking o yoga (ma non troppo intenso o con posizioni prolungate dell’arto superiore verso il basso). Inoltre è molto efficace il nuoto, in particolar modo nello stile rana, o camminare nell’acqua alta mimando il movimento del nuoto a rana con le braccia o facendole oscillare dentro l’acqua, sia in piscina che al mare. Particolarmente utile può essere l’acqua marina o termale, purché non superi i 35/37 gradi; ma  è comunque bene in generale evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, di fare docce a temperatura troppo alta, saune e bagni turchi.

Per quanto riguarda l’alimentazione un primo obiettivo dovrebbe essere il controllo del peso, poiché si è visto che l’obesità può essere un fattore di rischio per il linfedema. Molto utile bere tanta acqua (almeno 2 litri al giorno) soprattutto se si è in fase di trattamento per la riduzione dell’edema, mentre possono essere utili, in particolar modo se siamo già in presenza di edema (ma anche come prevenzione), sostanze alcalinizzanti, antiossidanti e che stimolano la mobilità dei vasi linfatici. In questi casi, che sia attraverso la dieta o tramite l’uso di fitofarmaci o integratori alimentari abbiamo molte possibilità di aiuto, ma è opportuno farsi seguire da una figura specializzata per trovare le migliori condizioni per ciascuno, poiché siamo tutti uguali, ma ognuno è diverso.

 

Diego Galeotti

cell.347 8223781

diegogaleotti79@gmail.com

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