S.Gallen 2009: le novità

Alcuni medici oncologi dell’ospedale “Infermi” di Rimini hanno partecipato al Convegno annuale di tutti gli Esperti del carcinoma della mammella (Oncologi medici, Radioterapisti, Chirurghi senologi) che si è svolto nel Marzo 2009 a S. Gallen, in Svizzera.
Abbiamo chiesto al Dott. Alberto Ravaioli, Direttore del Reparto di oncologia ed oncoematologia dell’ospedale cittadino, dove è attivo il protocollo Mindact, di illustrarci le ultime novità relative alla ricerca e alle terapie nel cancro della mammella.
Ecco, in sintesi, quanto è emerso:
1) Le categorie di rischio per carcinoma non sono state sostanzialmente modificate. Basso rischio di ripresa (< 10%). Neoplasia < 2 cm. Grado 1°, non invasione vascolare, Er e Pgr espressi, Her 2 non espresso e non amplificato. Età > 35 anni. Linfonodi negativi.
Medio rischio, dal 10 al 50%, di ripresa, tumori > 2 cm, grado 2-3. Invasione vascolare presente, Er e Pgr assenti, Her 2 amplificato o iperespresso, età < 35 anni, linfonodi positivi da 1 a 3, Er e Pgr positivi, ma Her 2 amplificata o iperespresso.
Alto rischio con percentuali di ripresa oltre il 50%. Er o Pg assenti e/o Her 2 amplificato o iperespresso, più di 4 linfonodi positivi al cavo ascellare.
2) E’ stata sottolineata ancora più che l’ormonoterapia nelle pazienti a basso e medio rischio qualora  sia presente percentuale elevata di Er e Pgr, rappresenta in post-menopausa e in premenopausa dopo i 35 anni, la strategia terapeutica migliore.
3) E’ rafforzato il ruolo degli inibitori dell’aromatasi come farmaci adiuvanti rispetto al Tamoxifene. Al Tamoxifene permane un ruolo solo nelle pazienti a basso rischio o con comorbidità che controindichino gli inibitori.
4) E’ confermato il ruolo degli inibitori anche dopo 5 anni di terapia o come switch dopo 2.5 di Tamoxifene.
5) La terapia basata sulle conoscenze genetiche (Mindact, Taylor x) sarà il futuro delle terapie adiuvanti.

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