Crioablazione nel tumore alla mammella Europa Donna 26 maggio 2026
Si tratta di una procedura mini invasiva fruibile solo in alcuni casi specifici. Il relatore e il dottor Orsi direttore della Radiologia interventistica dell'Istituto europeo di oncologia Milano.
Le pazienti sono selezionate attraverso un percorso multidisciplinare che prevede il radiologo interventista, l'oncologo, il chirurgo senologo, il patologo, il radiologo senologo, il radioterapista.
È una metodica alternativa alla chirurgia che preserva l'ascella e il linfonodo sentinella. Ogni anno a livello di Unione europea vi sono 375.000 nuovi casi di tumore al seno, quando questa metodica sarà a regime probabilmente circa 70.000 pazienti potrebbero usufruirne. E’ una procedura ambulatoriale che non richiede anestesia generale ma solo anestesia locale e dura circa 40 minuti. È effettuata in day hospital. All'interno dell'Istituto europeo di oncologia di Milano questo tipo di procedura viene effettuata il sabato e le donne possono riprendere l'attività lavorativa già dal lunedì successivo.
La metodica prevede di inserimento di un Ago dal quale appunto viene iniettato del ghiaccio a -180 ° creando una sfera di 5 per 5 centimetri al margine della quale la temperatura è di zero gradi.
Al di là della minore invasività esiste un vantaggio nell'uccidere il tumore attraverso la crioablazione perché studi recenti hanno evidenziato che stimola il sistema immunitario. Il tumore resta in sede e quindi è determinante il follow up per la donna. Il fatto di essere sottoposti alla crioablazione non esclude il fatto di poter essere sottoposti a una successiva radioterapia e a terapie adiuvanti ma soprattutto a un follow up incisivo.
Il follow up prevede a due mesi una risonanza magnetica a tre mesi la radioterapia se indicata ecografia dopo sei mesi
Quali donne possono essere sottoposte a crioablazione? Le donne con più di 50 anni che hanno un carcinoma duttale infiltrante, luminale A/B ER positivo, HER2 negativo, cN0, inferiore a 15mm, unifocale. Tale selezione protegge la paziente e non si tratta di una barriera burocratica.
Altra peculiarità è che si possono trattare contemporaneamente due mammelle e la procedura è ripetibile anche per quel 4% circa a 5 anni di pazienti che hanno recidiva. Vi è da precisare che le recidive dopo una chirurgia tradizionale hanno un range che va dall'1,3 al 7,3% quindi la crioablazione rientra assolutamente in all'interno di questo range al pari della chirurgia.
Per le donne questo rappresenta anche un sollievo dal punto di vista dell'approccio al tumore poiché si tratta di una procedura molto veloce e non invasiva ma è anche vero che a volte ci si trova di fronte a donne che per ragioni personali o per un eccesso di apprensività preferiscono la chirurgia tradizionale. E’ stato evidenziato che il profilo culturale può influire notevolmente sulla accettazione della novità della procedura. Al momento tale procedura è effettuata solo in alcuni ospedali collocati sul territorio italiano ma si auspica la adozione da parte di molte altre strutture poiché questo comporterebbe un risparmio per il sistema sanitario nazionale non indifferente poiché una sala operatoria +1 anestesista costa dalle 10 alle 15 volte di più e soprattutto questo tipo di procedura non prevede la degenza visto che anch'essa ha un costo.
La crioablazione oggi è procedura consolidata invece per quanto riguarda le metastasi epatiche da tumore al colon.



