Rigenerare per curare. CONVEGNO
Convegno” Rigenerare per curare” - relatore Prof. Carlo Ventura - Sessione clinica Prof. Gino Rigotti - responsabile scientifico Dr. Franco Desiderio
INTRODUZIONE
Il professor Carlo Ventura, Direttore del laboratorio di biologia molecolare e ingegneria delle cellule staminali dell’Università di Bologna parlando di medicina rigenerativa ci ha introdotto nel fantastico mondo della meccano biologia che esplora la biologia molecolare prendendo in considerazione anche la fisica perché le nostre molecole, le nostre cellule, sempre in movimento, sono in grado di produrre energie fisiche vibrando e oscillando a determinate frequenze e questo movimento ondulatorio crea un campo elettrico.
È proprio questa attività biofotonica delle cellule delle nostre molecole ad interessare particolarmente la scienza negli ultimi anni proprio per cercare di capire come le cellule soprattutto le staminali comunicano tra di loro. Questi studi sono alla base dell’idea di modificare l’attuale approccio trapiantologico di cellule staminali singole con il trapianto di tessuti che contengono cellule staminali perché si è scoperto che esse, se lasciate agire all’interno del loro microambiente, riescono ad esercitare meglio questo potere diffusivo. Semplificando al massimo: le cellule staminali debitamente riprogrammate all’interno del tessuto trapiantato riescono a comunicare con le cellule del tessuto ricevente, spiegandogli che cosa devono fare per riappropriarsi di una loro proprietà peculiare, cioè l’autoguarigione, ma il messaggio più emozionante che ci ha trasmesso il professor Ventura va aldilà di quelle che sono le applicazioni nel campo della salute, perché ci ha spiegato che in realtà queste dinamiche vibrazionali delle nostre cellule delle nostre molecole sono una manifestazione della natura vibrazionale dell’Universo e questo significa che l’impronta, il codice della vita che ha dato origine a tutto risiede dentro ognuno di noi; insomma la medicina quantistica, in futuro, non cambierà soltanto la nostra salute, ma cambierà soprattutto il nostro modo di sentirci connessi a una dimensione più ampia del vivente, perché è bene ricordare che oltre la materia siamo energia e informazione .
RELAZIONE Prof. VENTURA
Generare organi e tessuti danneggiati da diverse patologie e non più recuperabili, nemmeno con i più avanzati presidi chirurgici, è lo studio del Prof. Ventura: dal trapiantare “semplici” cellule staminali all’idea di trapiantare i tessuti che le contengono.
Ogni cellula staminale ha un suo micro ambiente ben preciso che chiamiamo nicchia vascolo stromale e non è diffusa ovunque in un tessuto, ma la si trova in una regione specializzata e questa architettura, importante dal punto di vista chimico, proprio per quello che abbiamo studiato, è importante dal punto di vista fisico, quindi c’è una biofisica del microambiente delle cellule staminali, come dire che se noi strappiamo le cellule staminali e poi le coltiviamo in vitro per averne tante secondo un approccio farmacologico della staminalità ne avremo tante, ma senescenti perché fuori dal loro micro ambiente quindi poco inclini a capire che cosa dovranno poi fare una volta trapiantate.
Ecco perché si è arrivati pian piano a un approccio diverso, cioè: 1) isolare tessuti 2) processare tessuti che contengono le cellule staminali mantenendole nel loro microambiente.
Il tessuto adiposo può essere processato con successo poiché contiene una grande quantità di cellule staminali mesenchimali. Queste sono assolutamente utili nel riparare tessuti danneggiati non soltanto perché queste cellule si trasformano nella cellula persa in quell’organo danneggiato, ma perché sono veri e propri laboratori di biologia molecolare cellulare e producono tutta una serie di sostanze che aiutano il tessuto ricevente a rigenerarsi.
Accanto a questo c’è la consapevolezza che tutte le cellule sono in grado di produrre energie fisiche, ogni cellula ogni molecola vibra, oscilla da un punto di vista meccanico ma essendo strutture elettricamente cariche, l’oscillazione meccanica comporta anche la generazione di un campo elettrico con caratteristiche diffusive.
Le molecole delle nostre cellule non stanno mai ferme, si muovono di continuo disegnando percorsi che oggi cominciamo a comprendere che non sono assolutamente casuali.
Come, ad esempio, uno stormo di uccelli che seguono dei disegni particolari, oscillano, muovono le ali, la testa, la coda, creando dei cluster di sincronizzazione e condividendo una meta distante e nel raggiungere quella meta seguono un movimento collettivo ben preciso.
La visione più moderna della biologia cellulare molecolare vede queste strutture anche dal punto di vista della fisica poiché oscillando elettromagneticamente emettono fotoni. Come se fossero degli attuatori meccano elettrici ed elettromagnetici la cui componente elettromagnetica genera attività biofotonica: quindi accanto a un approccio trapiantologico che passa dalla cellula isolata ed espansa al trapianto di tessuti che contengono la cellula staminale nel suo micro ambiente, arriviamo a un approccio non più meramente trapiantologico che considera il fatto che le nostre cellule staminali sono presenti in tutti i tessuti nessuno escluso e quindi basandoci sul potere diffusivo di un campo elettrico, di un’oscillazione meccanica o di una radiazione luminosa, possiamo andare a parlare alle cellule staminali dove queste già si trovano, riprogrammandole rendendole più efficaci nel loro compito rigenerativo.
La letteratura scientifica sta ormai evidenziando come sia possibile approcciare la guarigione attraverso la medicina rigenerativa nel trattamento dell'osteoartrite, nella ricostruzione di tessuti danneggiati per esempio da processi sclerotici fibrotici come nel caso del seno di donne che purtroppo sono state sottoposte a chemio e radioterapia con esiti cicatriziali imponenti. La ricostruzione mammaria e le prospettive della crio conservazione hanno cambiato davvero il percorso di queste condizioni patologiche. Un altro traguardo è quello della rivascolarizzazione periferica del piede diabetico e di apertura di prospettive nel trattamento dello scompenso cardiaco che tuttora viene considerata come causa principale di morte su scala globale e di ictus.
Occorre segnalare che oggi abbiamo telecamere che possono contare i fotoni emessi da un’entità biologica (una cellula, una struttura sub cellulare, un tessuto, una struttura macroscopica come può essere una persona o un gruppo di persone). Attraverso questi strumenti, oggi si può valutare la vitalità e quindi la affidabilità di un campione biologico immediatamente prima del trapianto. Oggi sappiamo che questi trapianti di tessuti che contengono le cellule staminali purtroppo non danno risultati definitivi ma andrebbero ripetuti. Il problema è decidere quando ripetere il trapianto correndo il rischio di arrivare tardi invece, poter monitorare in vivo con queste tecnologie iperspettrali come un tessuto stia rispondendo al trapianto, consente in maniera paziente specifica di dire quando e come andare a ripetere il trapianto in maniera ottimale.
Processando un tessuto, ad esempio quello adiposo, buona parte di questo non viene utilizzato poiché nella regione danneggiata viene impiegato circa 15% di quanto prelevato e il resto viene buttato con uno spreco di materiale prezioso perché il materiale adiposo non si poteva crio conservare. Il team del Prof. Ventura ha inventato e brevettato un metodo che consente questo col vantaggio è di poter effettuare una sola lipoaspirazione e quindi poter crio conservare tale materiale autologo per essere usato in futuro con caratteristiche inalterate.
Indubbiamente uno degli aspetti più affascinanti che abbiamo colto da questa relazione è che la comunicazione a livello cellulare avviene attraverso questa sorta di filamenti che vengono chiamati microtubuli, strutture vecchie di tre miliardi e mezzo di anni che generano segnali sempre più complessi a temperatura ambiente ciò che invece un computer quantistico non potrebbe fare. Quindi noi siamo sempre più vicini non solo a rallentare e fermare, ma a rendere reversibile l’invecchiamento delle cellule staminali e riprogrammare anche le cellule staminali tumorali che sono un po’ la madre delle metastasi nel tipo di cellula di origine
Noi siamo abitati da codici epigenetici e morfogenetici e le nostre dinamiche vibrazionali sono parte della natura vibrazionale dell’universo. Comprendere questo ci aiuterà sempre di più a creare una medicina di precisione, ma che sia anche attuabile su vasta scala a costi contenuti.
Prof. Gino Rigotti “Ricostruzione mammaria e medicina rigenerativa: innovazioni chirurgica e qualità della vita”
Il compito del Prof. Rigotti è stato quello di illustrare la ricostruzione mammaria totale: quella effettuata con l'innesto autologo di tessuto adiposo è una metodica che si allaccia a una vecchia scoperta che risale ancora al secolo scorso quando si apprese che è possibile auto trapiantare il grasso e che è stata perfezionata nel tempo. La ricostruzione mammaria storicamente è sempre stata fatta con un materiale allogenico come le protesi, le quali vengono impiantate a simulare il profilo mammario, si tratta sempre di una ricostruzione con corpo estraneo.
L'innesto autologo di grasso ha permesso tre cose fondamentali, è difficile stabilire quale sia la più importante, ma in ogni caso:
- La ricostruzione mammaria con innesto di grasso autologo non cala, non si modifica di forma, seguendo le leggi della vecchiaia e quindi si accompagna morfologicamente alla mammella contro laterale residua;
- in caso di mastectomia, soprattutto se è seguita da radioterapia, la regione perde totalmente la sua sensibilità. Con innesto di grasso nel 100% dei casi anche se in maniera più o meno importante si acquista la sensibilità e da uno studio psicologico che è stato fatto con le pazienti, questo rappresenta la cosa più importante perché esse si riappropriano di una porzione del proprio corpo che è andato perduto, ma soprattutto viene riferito che le pazienti, in questo modo, riescono a dimenticare la malattia iniziale perché il corpo riprende l’armonia originale;
- purtroppo, la ricostruzione non può essere fatta a single shot in una volta sola perché esiste una proporzionalità fra tessuto volumetrico dell’organo che riceve e tessuto che si può iniettare e quindi la ricostruzione della mammella fino ad ricostituire il suo volume proprio, richiede più interventi che possono essere anche molto numerosi, soprattutto nel caso di danno in pazienti che sono state irradiate. Un orgoglio italiano è la LIPOBANK: una banca dei tessuti della Regione Emilia-Romagna, con sede a Cesena, in cui è possibile CRIO preservare il tessuto adiposo autologo che mantiene le stesse caratteristiche del tessuto fresco. Il vantaggio è che si riesce a fare un'unica grande liposuzione secondo le necessità e solo questa necessita di anestesia o di importante sedazione mentre i successivi interventi di innesto richiedono solo un regime ambulatoriale, senza anestesia generale e senza sedazione e, altra cosa importante, senza necessità di convalescenza: In questo modo il vantaggio principale l’ottiene la paziente perché l'aggressività della chirurgia è drasticamente ridotta ma esiste anche un vantaggio dal punto di vista economico per le strutture ospedaliere e per lo Stato sociale che risparmia molto denaro.



